Fraternità e Amicizia Società Cooperativa Sociale Onlus

Intervista alla famiglia Berta in visita al Centro d’Arte

PENSANDO AL MONFERRATO, SULLA COLLINA DEGLI AROMI… 
…dove saranno poste le installazioni dei nostri artisti

De Naturis è il progetto sociale nato dall’incontro tra Fraternità e Amicizia e Distillerie Berta, che ha consentito a dieci artisti con disabilità intellettiva di realizzare un viaggio attraverso i sensi e la materia, alla ricerca di forme e suggestioni che provengono dal mondo naturale. Negli spazi del laboratorio del Centro d’Arte il gruppo, coordinato dalle arteterapeute Paola Ghinatti e Giuditta Maccalli, affiancate da Giovanni De Lucchi, ha studiato il legame fondamentale che unisce l’uomo alla natura, un legame che mette in relazione il tempo e lo spazio, in un percorso di metamorfosi e di sottili cambiamenti.

Avere ospite qualcuno della famiglia Berta è sempre un piacere e un’emozione. Un ritrovarsi tra persone che si stimano e che hanno deciso di intraprendere una strada comune. Più volte invitati in quel di Mombaruzzo, tra le verdi colline dell’astigiano diventate qualche anno fa patrimonio dell’Unesco, stavolta abbiamo avuto l’onore di potere ricambiare e, una volta tanto, fare da padroni di casa a Simonetta ed Annacarla. Mamma e figlia sono venute a trovarci, sollecitate dal nostro Centro d’Arte. I nostri giovani artisti, sotto la vivace guida di Paola Ghinatti e Giuditta Macalli, stanno lavorando ad una serie di installazioni che saranno allestite nel parco dell’azienda a tarda primavera.

La Redazione ne ha così approfittato, rivolgendo qualche domanda alle gentili ospiti.

Quando la femminilità incontra l’eleganza, il buon gusto e la tradizione. Ci raccontate questa vocazione al femminile, forse abbastanza inusuale, della famiglia Berta, in un mondo almeno apparentemente appannaggio dei maschi?
Una situazione forse casuale, quella che vede l’ultima generazione composta da donne. Infatti, anche mio zio ha una figlia femmina. I volti nuovi di Berta sono dunque femminili. Ma mia madre, sposando mio padre, ha messo piede in azienda oltre 30 anni fa. Certamente questa “svolta femminile” porta con sé un volto differente, probabilmente una sensibilità diversa, che si approccia ad un distillato che ha connotazioni sicuramente maschili; mi piace pensare possa essere un modo nuovo di arrivare ad uno stesso risultato.

La vostra storia ha saputo coniugare arte, bellezza e sapore. Cosa avete trovato nelle opere degli artisti di Fraternità e Amicizia che vi ha appassionato?
Avete perfettamente colto quello che è il nostro mondo. A noi piace sottolineare che siamo una famiglia. Mia madre ed io, mio papà (Gian, scomparso qualche anno fa, NdR), lo zio Chicco (fratello di Gian, NdR), Giulia, Elisabetta… Abbiamo l’ambizione di volere tramandare questo concetto di famiglia. E voi, una comunità di persone che per la natura stessa della vostra opera siete assimilabili ad una grande famiglia, siete portatori di valori molto simili ai nostri. E la bellezza che scaturisce dalla vostra idea di arte ben rappresenta questo territorio comune.

La Collina degli Aromi è il luogo dove le nostre opere, o meglio, le nostre installazioni, troveranno uno spazio nobile ed adeguato per essere ammirate. Cos’è la Collina degli Aromi e come è nata questa idea?
La collina degli Aromi è nata grazie a Gian, che ha intravisto nel parco intorno alla nostra azienda la possibilità di avere un luogo dove la natura potesse esprimersi nella sua bellezza esteriore, ma anche dei suoi profumi. Una bellezza che si è sviluppata per amore della nostra terra, per ciò che produciamo, e dal fascino che ne scaturisce.

Annacarla, abbiamo saputo che sei al lavoro su una nuova linea di liquori. Ce ne vuoi almeno accennare?
Abbiamo realizzato un restyling su alcuni nostri prodotti della tradizione (l’amaretto, l’amaro, la sambuca, il rosolio) che già mio nonno produceva, rivisitandone il sapore in una chiave più moderna ed accattivante, pensata maggiormente per i giovani, perciò non solo da consumarsi esclusivamente nel dopo cena, ma anche in miscelazione (dunque nei cocktail). Abbiamo lavorato non solo sul sapore, ma anche sul colore e sull’essenzialità dell’etichetta, senza perdere di vista la storia da cui proveniamo.

L’intervista è pubblicata sul n° 44 de “I Sogni di Cristallo”

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