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Citazioni, testimonianze e ringraziamenti…

Le risonanze del progetto “Della Forza della Fragilità

L’esposizione del 10-12 dicembre presso Fondazione Pasquinelli, che ha segnato il punto di arrivo del progetto artistico ispirato al volume di poesie di Marco Mancini, ha rappresentato un momento di straordinario significato per le persone che hanno contribuito, all’interno e all’esterno dei nostri Centri, a realizzare una così consistente mole di opere coerenti nell’ispirazione e nella realizzazione.

L’impegno profuso nell’organizzazione, e la fattiva collaborazione con la Fondazione, hanno avuto visibilità su molti siti giornalistici e su canali tematici di orientamento artistico: Eventbrite, Exibart, Milanotoday, Vivimilano-Corriere della Sera, Lobodilattice, Sussurrandom, Milanoonline, Geosnews, Sacsmostreit,

Accanto ai tanti partecipanti che hanno espresso a caldo i loro apprezzamenti, ci sono stati recapitati in occasione dell’evento alcuni messaggi, particolarmente espressivi del clima che ha contrassegnato la manifestazione, che hanno fornito un importante riconoscimento all’autore e agli artisti coinvolti.

Gent.mo dr. Mancini,
vorrei ringraziarla di cuore per il suo libro. Non ho ancora letto tutte le poesie ma, in alcune di quelle che ho letto, ho ritrovato tante immagini delicate e vere di momenti e situazioni che anche noi abbiamo vissuto con Giacomo nei suoi 24 anni. Momenti quasi sempre faticosi ma nei quali, almeno qualche volta, abbiamo visto la meraviglia che, come in ogni essere umano, c’è in Giacomo.
Mi commuove pensare che Giacomo abbia incontrato educatori come lei con i quali condivide il suo cammino e sono davvero grata al Signore perché anche io, come mamma, posso imparare anche da lei a guardare mio figlio con tutto l’amore di cui ha bisogno e che merita. Grazie ancora!
(Laura Rieni Turra)

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Buon pomeriggio Marco,

Ale ha visto la mostra e lasciato un’offerta per il tuo libro.
L’ho letto tutto di un fiato in treno tornando a casa.
E’ bellissimo. Ho pianto. Mi sono  vista in alcune poesie in cui riemerge il mio “io”.
Figlio. Arco di compassione.
A nuova vita.
Ti portero’ il libro il giorno 20 .Cosi’ me lo firmi.
Grazie di cuore.
(Teresina Parma)
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Mi permetto di aggiungere un aneddoto rilkiano, perchè ormai nella mia fantasia questo poeta si lega alle vostre iniziative.

Buona giornata e grazie per l’invito

Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi.
Per andare all’Università percorreva ogni  giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata. Un angolo di questa via era perennemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti. La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.
Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta:
– Ma perchè non dai mai nulla a quella poveretta? –
– Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani – rispose il poeta.
Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene.
Allora accadde qualcosa d’inatteso: la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò. Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.
Per un’intera settimana nessuno la vide più.
Ma otto giorni dopo la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via. Silenziosa e immobile come sempre.
– Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla? – chiese la giovane francese.
– Della rosa – rispose il poeta.
(Eleonora Alloni)

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