Fraternità e Amicizia Società Cooperativa Sociale Onlus

10 ANNI DI INCONTRI DEL GRUPPO NARRANTE

Le testimonianze di persone che aiutano a ‘comprendere’ la disabilità intellettiva

Intervista a cura di Massimiliano Rovellini

Nato dalla consapevolezza maturata nel corso di intense, dolorose e appassionanti discussioni con la guida di uno psicologo, è attivo da molti anni un gruppo che offre la testimonianza gratuita e autentica che può essere resa da un gruppo di persone con disabilità. Queste persone narrano la loro prospettiva sulla base dell’esperienza, e si confrontano con i gruppi che incontrano nelle scuole e in altri centri di aggregazione, suscitando domande e dialoghi fortemente arricchenti sul piano culturale. “I Sogni di Cristallo” le ha intervistate sul n. 42.

Quale definizione daresti del Gruppo Narrante?
Simona Come un’unione di ragazzi disposti a raccontare la propria storia, mettendo le persone che ascoltano in grado di avvicinarsi e di sentirsi più partecipi nei confronti di chi è portatore di fragilità
Antonella Quante volte ci siamo trovati di fronte ad una platea, a giovanissimi soprattutto, che portava con sé un’idea di disabilità limitata alla sedia a rotelle o, per i più evoluti, alla sindrome di Down. Quanto stupore incontrato dopo le nostre parole!
Alessandro Certo, dopo tanti anni, raccontarci risulta più facile. Lo abbiamo fatto nelle scuole, negli oratori, abbiamo persino tenuto una lezione all’università davanti ad una platea di studenti e professori. Siamo stati persino in tv.
Antonio E’ narrare la propria vita a partire dai propri limiti. Una riflessione, in continuo aggiornamento, sul limite come condizione comune, tanto di chi parla, quanto di chi ascolta.

Ricordate il vostro esordio, la vostra prima volta davanti ad un pubblico di uditori?
Antonella Si, è stato in una scuola media. Cuore che batteva a mille, salivazione a zero, paura di impappinarmi e di essere presa in giro. Rammento le raccomandazioni di Camilla (Sannazzari, NdR) a mantenere una certa, diciamo così, sobrietà di linguaggio (perché a volte sono troppo esplicita).
Simona Ho bene in mente le facce stupite di quei ragazzini che ci guardavano con occhi che non riesco a dimenticare, un misto di sbalordimento, scetticismo e paura.
Alessandro … così impauriti che qualcuno si metteva a ridere…
Antonio … che è un modo per difendersi davanti a ciò che non si conosce

Sentite di aver maturato, in un percorso che si è delineato di anno in anno, un arricchimento personale, una consapevolezza del messaggio che il gruppo porta con sé ad ogni incontro?
Antonio E’ un viaggio che abbiamo percorso insieme. Mi rispecchio nelle storie dei miei compagni, così simili alla mia, eppure così diverse. Ho imparato a non nascondermi, a non vivere come una colpa il peso delle mie fatiche quotidiane.
Antonella Sono diventata sicuramente meno impulsiva e meno impaurita quando mi trovo davanti ad un pubblico che è lì per me. Non sono più miei nemici. Racconto la mia storia senza il timore di sentirmi giudicata e neppure compatita.
Alessandro Ho imparato a controllare le mie emozioni, mi sento più preparato e più consapevole, davanti a tanti occhi che mi guardano

Avete un episodio particolare, legato a qualche incontro, che vi emoziona ancora adesso?
Simona Si. E’ stato in una scuola superiore di Inzago, dove, del tutto inaspettatamente, ci hanno regalato un orologio ciascuno: era il loro modo per dirci “grazie!”. Lo conservo ancora adesso…
Alessandro Porto ancora nel cuore i complimenti, che mi sono apparsi oltre che sinceri anche commossi, dei professori dopo la nostra testimonianza all’Università.
Antonio Recentemente abbiamo parlato ad un gruppo delle giovanili dell’Inter. Ho trovato ragazzi attenti e molto rispettosi. E lo sport, si sa, affratella…
Antonella Mi viene in mente quel giornalista, non uno famoso, beninteso, che, presente ad un nostro incontro, si è commosso fino alle lacrime. Quasi quasi piangevo anch’io!

C’è una domanda che non vi hanno mai fatto, alla quale rispondereste volentieri?
Alessandro Nessuno mi ha mai chiesto perché la mia disabilità si sia manifestata in maniera evidente solo con la maggiore età e quanta fatica ho dovuto sostenere per sostenere e rielaborare questa batosta.
Simona Mi piacerebbe che qualcuno mi domandasse della mia famiglia. Soprattutto, di come è cambiato negli anni il rapporto con mia sorella.
Antonio Qualche volta mi piacerebbe chiedere a qualcuno di quelli che ci ascoltano: ma tu… avresti il coraggio di metterti nei miei panni e di starci per un po’?

 

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